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	<title>Mostre &#8211; Artemisia Gentileschi</title>
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		<title>Artemisia Gentileschi. Coraggio e passione &#8211; Mostra: Genova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 27 Sep 2023 13:54:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[Artemisia Gentileschi. Coraggio e passione Palazzo Ducale, Genova Appartamento del Doge e Cappella Dogale dal 16 novembre 2023 al 1° aprile 2024 Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne Dal 16 novembre 2023 al 1° aprile 2024, a Palazzo Ducale di Genova saranno esposti i capolavori di una delle artiste più amate di sempre, dalla vita appassionante, tragica, ricca di colpi di scena e successi straordinari. L’ex sede del dogato ospita una mostra dedicata alla prima pittrice [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="wpb_content_element ">
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<h2 style="text-align: center;">Artemisia Gentileschi. Coraggio e passione</h2>
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<h4 style="text-align: center;">Palazzo Ducale, Genova</h4>
<h6 class="wp-block-heading" style="text-align: center;">Appartamento del Doge e Cappella Dogale</h6>
<h5 style="text-align: center;">dal 16 novembre 2023 al 1° aprile 2024</h5>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1865" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/artemisia-gentileschi-coraggio-e-passione/arthemisia-genova-page-989x791-v2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?fit=990%2C791&amp;ssl=1" data-orig-size="990,791" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="arthemisia-genova-page-989&#215;791-v2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?fit=300%2C240&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?fit=990%2C791&amp;ssl=1" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1865" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=150%2C150&#038;ssl=1" alt="" width="150" height="150" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=120%2C120&amp;ssl=1 120w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=240%2C240&amp;ssl=1 240w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=360%2C360&amp;ssl=1 360w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=540%2C540&amp;ssl=1 540w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=720%2C720&amp;ssl=1 720w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?resize=125%2C125&amp;ssl=1 125w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?zoom=2&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/arthemisia-genova-page-989x791-v2.jpg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p style="text-align: center;">Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne</p>
<p>Dal 16 novembre 2023 al 1° aprile 2024, a Palazzo Ducale di Genova saranno esposti i capolavori di una delle artiste più amate di sempre, dalla vita appassionante, tragica, ricca di colpi di scena e successi straordinari.</p>
<p>L’ex sede del dogato ospita una mostra dedicata alla prima pittrice della storia dell’arte. Una donna violata che trova il riscatto nella tenacia e nel talento, tratti distintivi che hanno “forgiato” tutte le eroine protagoniste dei suoi quadri</p>
<p>A Genova la stagione espositiva autunnale si apre con la mostra <em>Artemisia Gentileschi. Coraggio e passione</em>, ospitata nei saloni dell’Appartamento del Doge di <strong>Palazzo Ducale</strong>. Il progetto, a cura dello storico dell’arte <strong>Costantino D’Orazio</strong>, intende approfondire le vicende familiari e gli aspetti personali che hanno segnato <strong>Artemisia Gentileschi</strong>, una delle figure più iconiche della storia dell’arte, attraverso <strong>oltre 50 capolavori</strong> provenienti dall’Europa e dagli Stati Uniti. Non solo, la mostra offre anche una panoramica della scena artistica femminile dell’epoca e dedica una sezione (a cura di Anna Orlando) alla rivoluzione artistica apportata da <strong>Orazio Gentileschi</strong>, padre di Artemisia, quando arrivò a Genova.</p>
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<p>È <strong>Artemisia Gentileschi</strong> (Roma, 1593 – Napoli 1653), importante esempio di tenacia e genialità, donna dalla vita tutt’altro che facile, segnata dalla prematura scomparsa della madre, dal contesto sociale che non le permette di affermarsi come pittrice, fino al traumatico stupro.</p>
<p>Una donna che, con la maestria del suo pennello, è riuscita a rappresentare il suo controverso rapporto con gli uomini a partire da quello intenso e travagliato con il padre <strong>Orazio Gentileschi</strong> – suo maestro, grande pittore dell’epoca e amico di Caravaggio – trasformatosi poi in rivalità fino alla riconciliazione negli ultimi anni. Orazio e Artemisia sono raccontati attraverso confronti serrati tra tele con lo stesso soggetto, per comprendere come la ragazza abbia potuto superare il linguaggio del padre. I due artisti sono anche messi in dialogo con lo stile del <strong>Caravaggio</strong>.</p>
<p>Tra vicende familiari appassionanti, soluzioni artistiche rivoluzionarie, immagini drammatiche e trionfi femminili, la mostra – a cura di <strong>Costantino D’Orazio</strong> con la collaborazione di <strong>Anna Orlando</strong> – offre l’opportunità di vedere raccolti <strong>oltre 50 capolavori</strong> sparsi in tutta Europa, opere che permettono di delineare un ritratto preciso della personalità complessa di una delle artiste più celebri al mondo.</p>
<p>La mostra è promossa e organizzata da <strong>Arthemisia</strong> con <strong>Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura</strong>, <strong>Comune di Genova</strong> e <strong>Regione Liguria</strong>.<br />
La mostra vede come sponsor <strong>Generali Valore Cultura</strong> e come special partner <strong>Ricola</strong>.<br />
Catalogo edito da <strong>Skira</strong> e a cura di <strong>Costantino D’Orazio</strong>.</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>Artemisia Gentileschi</strong>, prima donna ad essere ammessa in un’Accademia d’arte, la prima ad essere riconosciuta come artista, la pittrice che scelse di fare della sua passione per l’arte la sua ragione di vita è al centro della mostra di Palazzo Ducale.</p>
<p>Modello di tenacia e genialità, di coraggio e determinazione, Artemisia Gentileschi fu segnata dalla sofferenza per la scomparsa prematura della madre e da un rapporto controverso con il padre. Vittima di violenza, fu costretta ad essere protagonista di un processo dal quale uscì vincitrice e perdente al tempo stesso, profondamente ferita nell’anima.</p>
<p>All’interno del percorso espositivo un’attenzione particolare è dedicata al travagliato rapporto con il padre Orazio Gentileschi – illustre pittore dell’epoca, amico di Caravaggio e maestro di Artemisia – sfociato poi in una vera e propria rivalità. Diversi confronti serrati tra tele con lo stesso soggetto permettono di comprendere come il talento artistico della figlia abbia potuto superare il linguaggio del padre. I due artisti sono anche messi in dialogo con lo stile di Caravaggio.</p>
<p>Tra vicende familiari appassionanti, soluzioni artistiche rivoluzionarie, immagini drammatiche e trionfi femminili, la mostra – a cura di Costantino D’Orazio – offre un ritratto fedele della complessa personalità di una delle più celebri artiste di tutti i tempi, attraverso oltre 50 dipinti provenienti da tutta Europa.</p>
<p style="text-align: center;">
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1875" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/artemisia-gentileschi-coraggio-e-passione/img2022111113123981_1000-1/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?fit=1000%2C750&amp;ssl=1" data-orig-size="1000,750" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="IMG2022111113123981_1000 (1)" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?fit=300%2C225&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?fit=1000%2C750&amp;ssl=1" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1875" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=150%2C150&#038;ssl=1" alt="" width="150" height="150" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=120%2C120&amp;ssl=1 120w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=240%2C240&amp;ssl=1 240w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=360%2C360&amp;ssl=1 360w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=540%2C540&amp;ssl=1 540w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=720%2C720&amp;ssl=1 720w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?resize=125%2C125&amp;ssl=1 125w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?zoom=2&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/IMG2022111113123981_1000-1.jpeg?zoom=3&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 450w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" data-recalc-dims="1" /></p>
<h4 class="wp-block-heading" style="text-align: center;">L’ Allegoria dell’Inclinazione di Artemisia Gentileschi</h4>
<h4 class="wp-block-heading" style="text-align: center;">a Palazzo Ducale di Genova</h4>
<ul>
<li style="text-align: left;"><strong>Tra le opere in mostra sarà eccezionalmente esposta anche <em>l’Allegoria dell’Inclinazione</em> che Artemisia dipinse per Casa Buonarroti a Firenze nel 1616, e che sarà fruibile dal pubblico sino all’8 gennaio 2024. Si tratta di un autoritratto senza veli (che successivamente verrà coperto da un drappo dipinto di colore azzurro) dove la pittrice si fa musa ispiratrice dell’intera opera di Michelangelo. La tela segna uno dei momenti più alti delle tecniche pittoriche di Artemisia Gentileschi e sarà esposta per la prima volta in una mostra fuori dalla sua sede originale</strong></li>
</ul>
<p>&nbsp;</p>
<h4 class="wp-block-heading" style="text-align: left;">Artemisia Gentileschi. Coraggio e Passione. La mostra</h4>
<p>Il percorso espositivo si compone di dieci sezioni, restituendo al pubblico un ritratto completo della talentuosa pittrice romana. Si parte dagli esordi per poi passare alle opere più mature. Il primo confronto si ha con <em>Susanna e i vecchioni</em>, del 1610 (delle Kunstasammlungen Graf von Schönborn di Pommersferlden), prima opera documentata, datata e firmata dall’artista. Sebbene qui sia ancora visibile la presenza del padre Orazio, nello stesso soggetto realizzato nel 1649, Artemisia aveva assunto uno stile proprio e consapevole, segnando l’emancipazione nei confronti della pittura del padre e la volontà di affacciarsi al contesto italiano e internazionale. Il rapporto tra i due, seppur “problematico”, è stata una fonte di ispirazione reciproca, come si evince da diversi capolavori in mostra, tra cui: la <em>Madonna con bambino</em> dei Musei di Strada Nuova di Genova, <em>Santa Cecilia</em> della Galleria Nazionale dell’Umbria e la <em>Sibilla</em> del Museum of Fine Art di Houston, dove Artemisia è protagonista come modella; così come nell’affresco a quattro mani realizzato da Orazio Gentileschi e da Agostino Tassi nel <strong>Casino delle Muse</strong> di Palazzo Pallavicini Rospigliosi, commissionato dal Cardinal Scipione Borghese nel 1611, e ricostruito in realtà virtuale per la mostra. Questa sezione è decisiva nel percorso espositivo perché racconta uno degli avvenimenti che ha segnato la vita – e la carriera – di Artemisia: lo stupro subito da Agostino Tassi nel 1611. Questi era il maestro di prospettiva della giovane pittrice, tanto che nella mostra sono riuniti una serie di marine e capricci architettonici tanto meticolosi e precisi da giustificare l’onere che aveva conferito Orazio Gentileschi a Tassi per la figlia. Il tragico episodio sfocia nel processo per stupro del 1612 (di cui sono presenti gli atti ufficiali eccezionalmente concessi dall’Archivio di Stato di Roma), dopo il quale Artemisia iniziò a dipingere soprattutto eroine femminili. E da qui si apre la sezione dedicata alle celebri <em>Giuditta e Oloferne</em>, della Fondazione Carit di Terni, e <em>Giuditta e la sua ancella con la testa di Oloferne,</em> del Museo di Capodimonte, entrambe in dialogo e messe a confronto con la <em>Giuditta e Oloferne</em> di Orazio Gentileschi, proveniente dai <strong>Musei Vaticani.</strong></p>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<h4 class="wp-block-heading">La mostra è a cura di Costantino D’Orazio con la collaborazione di Anna Orlando<br />
Il catalogo a cura di Costantino D’Orazio</h4>
<h4 class="wp-block-heading">La mostra è promossa e organizzata da Arthemisia con Palazzo Ducale Fondazione per la Cultura, Comune di Genova e Regione Liguria</h4>
<h4 class="wp-block-heading">Sponsor Generali Valore Cultura</h4>
<h4 class="wp-block-heading">Special partner Ricola</h4>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<h4 class="wp-block-heading">Biglietti</h4>
<p><a href="https://www.ticket.it/mostre-e-musei/evento/artemisia-gentileschi.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-type="URL" data-id="https://www.ticket.it/mostre-e-musei/evento/artemisia-gentileschi.aspx">clicca qui per acquistare il biglietto online</a></p>
<p>Intero 16€</p>
<p>Ridotto 15€, <a href="https://palazzoducale.genova.it/artemisia-gentileschi-riduzioni-sul-biglietto/" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-type="URL" data-id="https://palazzoducale.genova.it/artemisia-gentileschi-riduzioni-sul-biglietto/">consulta qui l’elenco delle riduzioni</a></p>
<p>Open 18€, <a href="https://www.ticket.it/mostre-e-musei/abbonamento/biglietto-open-artemisia-gentileschi.aspx" target="_blank" rel="noreferrer noopener" data-type="URL" data-id="https://www.ticket.it/mostre-e-musei/abbonamento/biglietto-open-artemisia-gentileschi.aspx">clicca qui per acquistare il biglietto open</a></p>
<p><em>Nel biglietto è compresa l’audioguida</em></p>
<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity" />
<h4 class="wp-block-heading">Orari</h4>
<p>Lunedì dalle ore 14 alle 19<br />
Martedì, mercoledì e giovedì dalle ore 9 alle ore 19<br />
Venerdì dalle ore 9 alle ore 20<br />
Sabato dalle ore 10 alle ore 20<br />
Domenica dalle ore 10 alle ore 19</p>
<p><em>la biglietteria chiude sempre un’ora prima</em></p>
<p><strong>Aperture straordinarie<br />
</strong>Venerdì 8 dicembre dalle ore 10 alle ore 19<br />
Domenica 24 dicembre dalle ore 9 alle ore 17<br />
Lunedì 25 dicembre chiuso<br />
Dal 26 dicembre all’ 8 gennaio dalle ore 10 fino alle ore 19<br />
Domenica 31 marzo dalle ore 10 alle ore 19<br />
Lunedì 1 aprile dalle ore 10 alle ore 19</p>
<div class="wp-block-spacer" aria-hidden="true"></div>
<p class="has-small-font-size"><em>L’opera in copertina è di Artemisia Gentileschi (Roma, 1593 – Napoli, post 31 gennaio 1654), Giuditta e la sua serva con la testa di Oloferne, 1640 ca.<br />
Fondazione Carit, Terni, Italia</em></p>
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		<title>Rubens a Palazzo Te Pittura, trasformazione e libertà &#8211; Mostra: Mantova</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 26 Sep 2023 14:21:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[Rubens a Palazzo Te. Pittura, trasformazione e libertà Palazzo Te 7 ottobre 2023 – 7 gennaio 2024 La mostra “Rubens a Palazzo Te” rientra nell’ambito dell’iniziativa “Rubens! La nascita di una pittura europea”, promossa in collaborazione con Palazzo Ducale di Mantova e Galleria Borghese di Roma: &#160; Dal 7 ottobre 2023 al 18 febbraio 2024 Fondazione Palazzo Te, Palazzo Ducale di Mantova e Galleria Borghese si uniscono in un ambizioso progetto che rende omaggio a Rubens, il pittore che così profondamente trasse ispirazione dalla cultura [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fusion-text fusion-text-2">
<p style="text-align: center;"><strong>Rubens a Palazzo Te. Pittura, trasformazione e libertà<br />
</strong>Palazzo Te<br />
7 ottobre 2023 – 7 gennaio 2024</p>
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<p><strong>La mostra “Rubens a Palazzo Te” rientra nell’ambito dell’iniziativa “Rubens! La nascita di una pittura europea”, promossa in collaborazione con Palazzo Ducale di Mantova e Galleria Borghese di Roma:</strong></p>
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<p>&nbsp;</p>
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<article id="post-71215" class="post post-71215 type-post status-publish format-standard has-post-thumbnail hentry category-cartellastampa2019 category-area-stampa category-archivio tag-mostra">
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<p>Dal 7 ottobre 2023 al 18 febbraio 2024 <strong>Fondazione Palazzo Te</strong>, <strong>Palazzo Ducale di Mantova</strong> e <strong>Galleria Borghese</strong> si uniscono in un ambizioso progetto che rende omaggio a Rubens, il pittore che così profondamente trasse ispirazione dalla cultura classica, lasciando un segno profondo e indelebile nelle corti italiane ed europee. <strong>Rubens! La nascita di una pittura europea</strong> è infatti l’iniziativa che raccoglie i tre eventi espositivi organizzati dalle tre istituzioni per celebrare il maestro di origini fiamminghe che con la sua opera divenne protagonista e archetipo assoluto del barocco: tre mostre che si inseriscono in una più ampia operazione culturale dedicata ai rapporti tra la cultura italiana e l’Europa vista attraverso gli occhi di Rubens.</p>
<p>Dal 7 ottobre 2023 al 7 gennaio 2024, a Mantova Palazzo Te dedica all’artista <strong>Rubens a Palazzo Te. Pittura, trasformazione e libertà</strong>, una mostra di ricerca che si concentra in particolare sul rapporto tra il pittore fiammingo e la cultura mitologica che incontra in Italia. A cura di Raffaella Morselli, l’esposizione ha l’obiettivo di creare una rispondenza tra opere e motivi decorativi e iconografici del Palazzo: un percorso paradigmatico che dimostra quanto le suggestioni rinascimentali elaborate da Rubens negli anni mantovani e italiani siano continuate, evolvendosi, nella pittura della sua maturità, fino a trasmettersi nell’eredità intellettuale e artistica lasciata ai suoi allievi. Le opere della mostra sono state scelte, dunque, in funzione del dialogo che riallacciano con i miti e dell’interpretazione che ne fece Giulio Romano nelle varie sale, fattori che contribuirono a generare nel pittore di Anversa una sintonia mai interrotta con il Rinascimento e il Mito.</p>
<p>Nello stesso periodo (7 ottobre 2023 – 7 gennaio 2024) Palazzo Ducale di Mantova dedica a Rubens il focus espositivo <strong>Rubens. La Pala della Santissima Trinità</strong>, incentrato su una delle più imponenti imprese portate a compimento dall’artista: il ciclo delle tre enormi tele per la Chiesa della Santissima Trinità, una delle quali – dopo incredibili vicende – è ancora oggi esposta a Palazzo Ducale e costituisce una tappa fondamentale nel percorso conoscitivo di questo grande artista. Rubens consolida il suo legame con Mantova quando, nel 1600, giunge da giovane promettente pittore alla corte di una delle più importanti signorie italiane: i Gonzaga. Se ne andrà circa dieci anni dopo, trentenne, con la fama di indiscusso maestro.</p>
<p>Il progetto espositivo presenta un nuovo allestimento museografico e illuminotecnico dell’intero Appartamento Ducale, voluto da Vincenzo I e realizzato da Antonio Maria Viani: qui sono esposte opere della collezione permanente dal tardo Cinquecento al Seicento inoltrato. Punto focale del percorso è la Sala degli Arcieri, dove è esposta la Pala la cui vicenda viene raccontata da un’innovativa ricostruzione tridimensionale della chiesa della Santissima Trinità, oggi non più accessibile al pubblico.</p>
<p>Dal 14 novembre 2023 al 18 febbraio 2024 sarà la volta della mostra alla Galleria Borghese di Roma: <strong>Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma</strong>, a cura di Francesca Cappelletti e Lucia Simonato, indaga come le influenze del suo viaggio in Italia, compiuto nel primo decennio del XVII secolo, prendano un nuovo decisivo vigore negli anni successivi al suo ritorno in patria, anche grazie ai soggiorni italiani di suoi allievi fiamminghi. Il progetto sottolinea il contributo straordinario dato dall’artista, alle soglie del Barocco, a una nuova concezione di antico, di naturale e di imitazione, mettendo a fuoco la novità dirompente del suo stile nel primo decennio a Roma e come lo studio dei modelli potesse essere inteso come ulteriore slancio verso un nuovo mondo di immagini. L’eccezionale sede della Galleria Borghese offre inoltre l’opportunità inedita di vedere i grandi gruppi berniniani, la statuaria antica, le altre sculture moderne, spesso opera di artisti stranieri, in relazione diretta con i quadri e i disegni di Rubens, cogliendo quell’energia con cui l’artista investì i capolavori dell’antichità.</p>
<p>Rubens! La nascita di una pittura europea – straordinaria iniziativa culturale realizzata con il Patrocinio del <strong>Ministero della Cultura</strong>, in collaborazione con il <strong>Comune di Mantova</strong> e alcune delle più prestigiose istituzioni museali italiane e internazionali – è un’occasione unica di collaborazione che, accanto ai progetti espositivi, prevede incontri di approfondimento, conferenze, eventi e la realizzazione di pubblicazioni scientifiche dedicate al grande artista.</p>
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<p>Come riesce Rubens a costruirsi un proprio glossario, un vocabolario di rinascimenti e manierismi italiani, partendo dalle Fiandre? Che lemmi inserisce nel proprio dizionario di immagini e di testi? E soprattutto chi e che cosa guarda per permettergli di elaborare una nuova lingua figurativa che non è né fiamminga, né italiana, ma potentemente fiammingaliana o italianinga? L’immaginifica popolazione di divinità e di testi antichi inventati e citati da Giulio Romano a Palazzo Te furono la palestra ideale per il colto Rubens. L’intellettuale rinascimentale, che si era alimentato nelle Fiandre, durante gli anni della sua formazione culturale, di questo materiale latino e greco in testi e immagini trovava qui il luogo perfetto per immergersi nei sogni antichi.</p>
<div>La mostra, articolata in dodici sezioni che seguono il percorso di visita di Palazzo Te, ha l’obiettivo di creare una rispondenza tra le opere mobili e i motivi decorativi e iconografici del Palazzo; si tratta di un percorso paradigmatico che dimostra quanto le suggestioni rinascimentali elaborate da Rubens durante gli anni mantovani e italiani siano proseguite ed evolute sulla sua pittura della maturità, fino all’eredità intellettuale e artistica lasciata agli allievi. Le opere selezionate per questa mostra, dunque, sono state scelte in funzione del dialogo che riallacciano con i miti e con l’interpretazione che ne diede Giulio Romano nelle varie stanze, inducendo nel pittore di Anversa una sintonia mai interrotta con il Rinascimento e la favola mitologica. Sotto il tetto di Palazzo Te si consumò la conversione di Rubens da fiammingo ad italiano, e il suo mondo si tramutò in quello di un linguaggio universale con cui parlò a tutte le corti d’Europa. Attraverso questa immersione nella pittura italiana vista con gli occhi di Rubens, il suo personale manuale di storia dell’arte, è evidente che l’annosa domanda se Rubens sia da considerarsi fiammingo o italiano, è ormai superata. Rubens è l’uomo nuovo universale, che oltrepassa i confini religiosi, geografici e politici, per inventare un nuovo linguaggio che è, a tutti gli effetti, internazionale. Una lingua figurativa europea, la prima della Storia dell’arte.</div>
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<p><strong>DATE<br />
</strong>7 ottobre 2023 – 18 febbraio 2024</p>
<p><strong>Rubens a Palazzo Te. Pittura, trasformazione e libertà<br />
</strong>Palazzo Te<br />
7 ottobre 2023 – 7 gennaio 2024</p>
<p><strong>Rubens. La Pala della Santissima Trinità<br />
</strong>Palazzo Ducale di Mantova<br />
7 ottobre 2023 – 7 gennaio 2024</p>
<p><strong>Il tocco di Pigmalione. Rubens e la scultura a Roma<br />
</strong>Galleria Borghese<br />
14 novembre 2023 – 18 febbraio 2024</p>
<p>&nbsp;</p>
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<p><strong>Fondazione Palazzo Te presenta la mostra “Rubens a Palazzo Te. Pittura, trasformazione e libertà”, allestita dal 7 ottobre 2023 al 7 gennaio 2024 nella villa giuliesca a Mantova.</strong> L’esposizione curata da Raffaella Morselli con la collaborazione di Cecilia Paolini illustra il percorso dell’artista fiammingo evidenziando quanto le suggestioni intellettuali rinascimentali elaborate negli anni mantovani e italiani siano continuate, evolvendosi, nella pittura della sua maturità, per sedimentarsi come eredità artistica nei suoi allievi.</p>
<p>Le opere esposte a Palazzo Te mettono in luce il dialogo con i miti e l’interpretazione di Giulio Romano e, non di meno, la sintonia mai interrotta con il Rinascimento e la favola mitologica: è qui che Rubens tramuta il suo mondo in un linguaggio universale capace di parlare a tutte le corti d’Europa. L’immaginifica popolazione di divinità e di testi antichi inventati e citati da Giulio Romano furono la palestra ideale per il colto Rubens. Sotto il tetto di Palazzo Te si consumò la conversione dell’artista da fiammingo ad italiano: Rubens è l’uomo nuovo universale, che oltrepassa i confini religiosi, geografici e politici, per inventare un nuovo linguaggio che è, a tutti gli effetti, internazionale. Una lingua figurativa europea, la prima della Storia dell’arte.</p>
<h3>“Il colto umanista universale Pieter Paul Rubens, educato nelle lettere nei territori liberi di quella che fu la Lotaringia, con la testa in fermento per le letture greche e latine apprese in patria, arriva nella città ducale dei Gonzaga nella calda e umida estate dell’agosto del 1600”.<br />
RAFFAELLA MORSELLI</h3>
<p>Articolato in dodici sezioni che seguono il percorso di visita del museo, il progetto espositivo approfondisce le tematiche più affascinanti e prolifiche del pensiero rubensiano – dal mito all’idillio della natura, alla sfida del potere, dalla lezione di Giulio alla storia romana e alla filosofia che genera civiltà – presentandole al pubblico attraverso un corpus di oltre cinquanta opere in prestito dai più prestigiosi musei italiani e internazionali, tra cui il Musée du Louvre, il Museo Nacional del Prado, la National Gallery of Denmark e il Royal Museum of Fine Arts di Anversa. Accanto a una straordinaria selezione di oltre quindici opere di Rubens – tra queste <em>Achille scoperto da Ulisse tra le figlie di Licomede</em> del Prado, <em>Cristo sulla croce</em> del KMSKA e <em>Romolo e Remo allattati dalla lupa</em> dei Musei Capitolini – sono esposti una raccolta di incisioni provenienti dall’Istituto della Grafica di Roma e di disegni di Giulio Romano dal Louvre che facevano parte della collezione del fiammingo; l’intera serie della decorazione del salone principale della casa di Jacob Jordaens, allievo prediletto del maestro, mutuata dalla camera di Amore e Psiche di Palazzo Te, per la prima volta esposta in Italia; e altre importanti tele di pittori legati all’artista, come il collega Jan Brueghel il Vecchio, e i collaboratori Theodor van Thulden, Sebastian Vrancx e David Teniers (Il Giovane).</p>
<h3>“È una storia che unisce Giulio Romano a Rubens nella loro capacità di trasformare creativamente la tradizione; è il racconto del riverbero avuto nel tempo, fino al Seicento e oltre, della pittura di Giulio Romano e di Palazzo Te; è l’evidenza di quanto la “pratica della libertà” propria della pittura sia una cifra preziosa della cultura europea anche contemporanea.”<br />
STEFANO BAIA CURIONI</h3>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>MOSTRA: EL GRECO &#8211; Palazzo Reale &#8211; Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 Sep 2023 07:08:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[&#160; Da mercoledì 11 ottobre 2023 a domenica 11 febbraio 2024 Palazzo Reale accoglie il progetto espositivo inedito El Greco curato da Juan Antonio García Castro, Palma Martínez &#8211; Burgos García e Thomas Clement Salomon. Per la prima volta a Milano, un ampio e inedito progetto espositivo dedicata al grande pittore conosciuto come El Greco: gli spazi del Primo Piano di Palazzo Reale accoglieranno da mercoledì 11 ottobre 2023 a domenica 11 febbraio 2024 il progetto espositivo inedito El Greco curato da Juan Antonio García [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1857" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/mostra-el-greco-palazzo-reale-milano/saint_martin_and_the_beggar_c1597-1600_by_el_greco_-_chicago/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?fit=320%2C570&amp;ssl=1" data-orig-size="320,570" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="Saint_Martin_and_the_Beggar_(c1597-1600)_by_El_Greco_-_Chicago" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?fit=168%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?fit=320%2C570&amp;ssl=1" class="alignnone size-thumbnail wp-image-1857" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?resize=150%2C150&#038;ssl=1" alt="" width="150" height="150" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?resize=150%2C150&amp;ssl=1 150w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?resize=120%2C120&amp;ssl=1 120w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?resize=240%2C240&amp;ssl=1 240w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?resize=125%2C125&amp;ssl=1 125w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/09/Saint_Martin_and_the_Beggar_c1597-1600_by_El_Greco_-_Chicago.jpg?zoom=2&amp;resize=150%2C150&amp;ssl=1 300w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: left;">Da mercoledì 11 ottobre 2023 a domenica 11 febbraio 2024 Palazzo Reale accoglie il progetto espositivo inedito El Greco curato da Juan Antonio García Castro, Palma Martínez &#8211; Burgos García e Thomas Clement Salomon.</p>
<p>Per la prima volta a Milano, un ampio e inedito progetto espositivo dedicata al grande pittore conosciuto come El Greco: gli spazi del Primo Piano di Palazzo Reale accoglieranno <strong>da mercoledì 11 ottobre 2023 a domenica 11 febbraio 2024</strong> il progetto espositivo inedito <strong>El Greco</strong> curato da <strong>Juan Antonio García Castro, Palma Martínez &#8211; Burgos García e Thomas Clement Salomon</strong>.</p>
<p>La mostra, che vanta prestigiosi prestiti internazionali è l&#8217;occasione per presentare l&#8217;opera dell’artista cretese alla luce delle ultime ricerche sul suo lavoro: El Greco propone infatti <strong>una profonda e innovativa riflessione storico-critica</strong>, i cui punti di forza sono costituiti dall’attenta<strong> riconsiderazione dell’impatto dei modelli italiani nella formazione dell’artista </strong>e dalla proposta di un’<strong>interpretazione degli esiti dell’ultimo periodo toledano</strong> dell’attività di El Greco in termini di consapevole recupero di un’impostazione compositiva in senso lato bizantina.</p>
<p><strong>Il percorso espositivo è articolato in sezioni</strong> pensate in modo da tenere costantemente a fuoco <strong>il rapporto dell’artista con i luogh</strong>i in cui ha vissuto per offrire ai visitatori con grande chiarezza e immediatezza d’impatto <strong>una precisa ricostruzione storico-biografica</strong>, istituendo nel contempo <strong>una serie di stringenti confronti con la grande pittura romana e veneziana</strong>, facendo emergere il potente tema del labirinto per sottolineare come la vita di El Greco sia stata una sorta di immenso romanzo di formazione svoltosi tra le capitali culturali del Mediterraneo.</p>
<p>Per la realizzazione di questo progetto espositivo, <strong>grandi musei hanno concesso in prestito</strong> per questa mostra autentici capolavori, <strong>tra i quali i celebri San Martino e il mendicante</strong> e il Laocoonte della National Gallery di Washington, il Ritratto di Jeronimo De Cevallos del Museo del Prado, le due Annunciazioni del Museo Thyssen-Bornemisza, il San Giovanni e San Francesco delle Gallerie degli Uffizi. Oltretutto la mostra vanta la presenza di opere straordinarie provenienti da istituzioni ecclesiastiche che per la prima volta arrivano in Italia, quali il Martirio di San Sebastiano della Cattedrale di Palencia, l’Espulsione dei mercanti dal tempio della Chiesa di San Ginés di Madrid e l’Incoronazione della Vergine di Illescas.</p>
<p>La mostra sarà aperta dall&#8217; 11 ottobre 2023 al 11 febbraio 2024. Vi aspettiamo!</p>
<p>EL GRECO<br />
<span class="x3nfvp2 x1j61x8r x1fcty0u xdj266r xhhsvwb xat24cr xgzva0m xxymvpz xlup9mm x1kky2od"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t5c/1/16/1f5d3.png" alt="🗓" width="16" height="16" /></span>11 ottobre 2023_11 febbraio 2024<br />
<span class="x3nfvp2 x1j61x8r x1fcty0u xdj266r xhhsvwb xat24cr xgzva0m xxymvpz xlup9mm x1kky2od"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t2d/1/16/1f4cd.png" alt="📍" width="16" height="16" /></span> Palazzo Reale Milano</p>
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		<title>𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐞𝐚</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Sep 2023 13:42:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[𝐵𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑟𝑜 𝑒 𝑐𝑎𝑝𝑟𝑖𝑐𝑐𝑖𝑜𝑠𝑜 𝑢𝑚𝑜𝑟𝑒 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐩𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐞𝐚 8 ottobre 2023 – 31 marzo 2024 La mostra, promossa e organizzata dal Comune di San Giovanni Valdarno, è inserita nel progetto “Terre degli Uffizi” ideato e realizzato da Le Gallerie degli Uffizi e Fondazione CR Firenze , all’interno delle rispettive iniziative Uffizi Diffusi e Piccoli Grandi Musei. Dopo il grande successo della mostra su Masaccio e Angelico, San Giovanni tenta il bis e anche quest’anno [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto" style="text-align: center;">𝐵𝑖𝑧𝑧𝑎𝑟𝑟𝑜 𝑒 𝑐𝑎𝑝𝑟𝑖𝑐𝑐𝑖𝑜𝑠𝑜 𝑢𝑚𝑜𝑟𝑒</div>
<div dir="auto" style="text-align: center;"><span class="x3nfvp2 x1j61x8r x1fcty0u xdj266r xhhsvwb xat24cr xgzva0m xxymvpz xlup9mm x1kky2od"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t82/1/16/1f3a8.png" alt="🎨" width="16" height="16" /></span>𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢 𝐝𝐚 𝐒𝐚𝐧 𝐆𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐧𝐢</div>
<div dir="auto" style="text-align: center;">𝐩𝐢𝐭𝐭𝐨𝐫𝐞 𝐬𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐫𝐞𝐠𝐨𝐥𝐚 𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐜𝐨𝐫𝐭𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐢𝐜𝐞𝐚</div>
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<p>Dopo il grande successo della mostra su Masaccio e Angelico, San Giovanni tenta il bis e anche quest’anno farà parte del circuito degli Uffizi Diffusi, con una mostra su un altro dei suoi figli più illustri. Giovanni Mannozzi. La terza edizione del progetto promosso dalla Galleria d’arte più importante del mondo e dalla Fondazione CR Firenze è stata presentata ieri mattina. Oltre che nella città valdarnese, le opere degli Uffizi arriveranno anche a Montelupo, Montespertoli, Scarperia, Anghiari e, per la prima volta, a Grosseto. Giovanni Mannozzi, conosciuto come &#8220;Giovanni da San Giovanni&#8221; è un pittore nato all’ombra del Marzocco il 20 marzo 1592. A lui sarà dedicata una mostra intitolata</p>
<p>&#8220;Bizzarro e capriccioso umore.</p>
<div dir="auto">
<p>Giovanni da San Giovanni, pittore senza regola alla corte medicea&#8221;, che si terrà al Museo delle Terre Nuove.</p>
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		<title>“Seguendo Caravaggio con maniera vigorosa e tinta” &#8211; Mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 15 Jul 2023 11:22:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[“Seguendo Caravaggio” al MuMe, una mostra nel segno dei seguaci del maestro Per l’occasione, ricordiamo che il MuMe ospita due opere di Michelangelo Merisi (1571-1610), ovvero Caravaggio: “La resurrezione di Lazzaro” e “l’Adorazione dei pastori”. MESSINA – Una mostra al MuMe nel segno di Caravaggio. Al Museo regionale di Messina, dal 28 luglio al 14 ottobre, sarà possibile visitare “Seguendo Caravaggio con maniera vigorosa e tinta”. L’allestimento mette insieme numerose opere provenienti dal ricco patrimonio di musei e chiese della [&#8230;]]]></description>
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<div dir="auto"><strong>Per l’occasione, ricordiamo che il MuMe ospita due opere di Michelangelo Merisi (1571-1610), ovvero Caravaggio: “La resurrezione di Lazzaro” e “l’Adorazione dei pastori”.</strong></div>
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<div dir="auto">MESSINA – Una mostra al MuMe nel segno di Caravaggio. Al Museo regionale di Messina, dal 28 luglio al 14 ottobre, sarà possibile visitare “Seguendo Caravaggio con maniera vigorosa e tinta”.</div>
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<div dir="auto">L’allestimento mette insieme numerose opere provenienti dal ricco patrimonio di musei e chiese della Sicilia, a testimonianza del movimento caravaggesco e post caravaggesco presente sul nostro territorio.</div>
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<div dir="auto">La mostra sarà visibile tutti i giorni dalle 9 alle 19 (ultimo ingresso alle 18) e nei festivi dalle 9 alle 13.30 (ultimo ingresso 12.30). Il costo è di cinque euro (ridotto tre euro).</div>
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<div dir="auto">La mostra è stata presentata oggi dal direttore Orazio Micali.</div>
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<div dir="auto">Le curatrici sono le storiche dell’arte Elena Ascenti, Giovanna Famà, Alessandra Migliorato e Donatella Spagnolo.</div>
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<div dir="auto">La responsabile unica del procedimento è Maria Mercurio, il progetto d’allestimento è di Domenico Crisafulli e Daniele Guarnera, traduzioni a cura di Flavia De Domenico.</div>
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<div dir="auto"><strong>Il movimento caravaggesco</strong></div>
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<div dir="auto">Sottolineano le curatrici: “Il movimento caravaggesco è notoriamente costituito non da allievi del grande maestro, ma da “aderenti”, da seguaci folgorati dalle sue visioni contrastate a colori terrosi, dopo secoli di pitture chiare, a volte squillanti o sontuose, più spesso con toni delicati e cangianti. Nella nuova pittura invece il buio è lacerato dalla luce, come l’apparenza e le convenzioni da una bruciante urgenza di verità, che scopre una dimensione naturale inedita nell’arte: non solo intima e quotidiana, come già in certa pittura cinquecentesca, ma carnale e spirituale insieme, dove il sacro irrompe nella realtà, o meglio viene riscoperto nella realtà”.</div>
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<div dir="auto">Da evidenziare una sala interamente dedicata all’outsider messinese Giovan Simone Comandé, “sempre in bilico tra tardo manierismo e naturalismo, trait d’union tra Paladini, Catalano l’Antico e Rodriguez. Nell’ultima sezione dedicata ai “casi studio”, si presentano infine alcune opere di recente individuazione o poco conosciute, ovvero di attribuzione controversa, tutte accomunate dal legame con il movimento caravaggesco siciliano o con lo stesso Caravaggio, che suscitano confronti o confermano percorsi e scambi tra la Sicilia e il contesto europeo”, spiegano le storiche dell’arte.</div>
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<div dir="auto">Per l’occasione, ricordiamo che il MuMe ospita due opere di Michelangelo Merisi (1571-1610), ovvero Caravaggio: “La resurrezione di Lazzaro” e “l’Adorazione dei pastori”.</div>
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<div dir="auto" style="text-align: center;"><strong><img decoding="async" data-attachment-id="1830" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/seguendo-caravaggio-con-maniera-vigorosa-e-tinta-mostra/caravaggio-messina/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/CARAVAGGIO-MESSINA.jpg?fit=714%2C540&amp;ssl=1" data-orig-size="714,540" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="CARAVAGGIO MESSINA" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/CARAVAGGIO-MESSINA.jpg?fit=300%2C227&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/CARAVAGGIO-MESSINA.jpg?fit=714%2C540&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1830" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/CARAVAGGIO-MESSINA.jpg?resize=300%2C227&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="227" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/CARAVAGGIO-MESSINA.jpg?resize=300%2C227&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/CARAVAGGIO-MESSINA.jpg?w=714&amp;ssl=1 714w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></strong></div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto" style="text-align: center;">Nella foto in evidenza l’opera di Pietro D’Asaro, “Lapidazione di Santo Stefano”.</div>
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<h3 dir="auto" style="text-align: center;"><strong>Le opere della mostra</strong></h3>
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<div dir="auto"><strong>Pittura tra Cinque e Seicento</strong></div>
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<div dir="auto">(1) Deodato Guinaccia (Napoli prima metà sec. XVI – Messina? post 1585), Pietà (1578), tavola cm 222×159,5, Messina Museo Regionale inv. 1323</div>
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<div dir="auto">(2) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588 – post 1635), attr., Adorazione dei Magi, tavola cm 305×180, Messina Museo Regionale inv. 1320</div>
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<div dir="auto">(3) Antonio Catalano l’Antico (Messina 1560? – 1605/1606), Madonna in gloria con i Santi Placido, Flavia, Eutichio e Vittorino (1600-1601 circa), tela cm 156×237,5, Messina Museo Regionale inv. 1197</div>
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<div dir="auto">(4) Filippo Paladini (Casi in Val di Sieve 1544 ca. – Mazzarino, Caltanissetta 1614 circa), Predica del Battista (firmato e datato 1608), tela 289×197, Monreale, Palermo, abbazia di San Martino delle Scale, Arcidiocesi di Palermo. Patrimonio del Fondo Edifici di Culto (FEC) – Ministero dell’Interno</div>
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<div dir="auto">(5) Filippo Paladini (Casi di Teano 1544 ca. – Mazzarino, Caltanissetta 1614 circa), San Francesco in estasi, siglato in basso a destra «f. p.nj», tela cm 270×165, Messina Museo Regionale inv. 1020</div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">(6) Gaspare Camarda (Messina doc. 1597-1629), Madonna in gloria tra Sant’Erasmo e Sant’Antonio da Padova (firmato e datato 1608), Firmato in basso a sinistra: «[…] ASPA[…] CAMARDA/PINGEBAT […] 1608», tela cm 205xh 305, Messina Museo Regionale inv 1157</div>
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<div dir="auto"><strong>Storie della Passione di Cristo. Derivazioni dal Caravaggio e altri apporti</strong></div>
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<div dir="auto">(7) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), Cristo portacroce, tela cm 125×95, Messina Museo Regionale (in deposito dalla Fondazione Lucifero di Milazzo)</div>
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<div dir="auto">(<span class="x3nfvp2 x1j61x8r x1fcty0u xdj266r xhhsvwb xat24cr xgzva0m xxymvpz xlup9mm x1kky2od"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t83/1/16/1f60e.png" alt="😎" width="16" height="16" /></span> Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), Andata al Calvario, tela cm 128×159, collezione privata</div>
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<div dir="auto">(9) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), Ecce Homo, tela cm 121×98, Palermo, chiesa di San Giovanni alla Guilla (in deposito alla Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis), Arcidiocesi di Palermo. Patrimonio del Fondo Edifici di Culto (FEC) – Ministero dell’Interno</div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">(10) Ignoto sec. XVII, Ecce Homo (da Caravaggio), tela cm. 110×190, Messina Museo Regionale inv. 985</div>
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<div dir="auto">(11) Ignoto caravaggesco, Cristo alla colonna (da Caravaggio), tela cm 150×113, Catania Museo Civico di Castello Ursino</div>
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<div dir="auto">(12) Ignoto fine sec. XVI – inizi sec. XVII, Incoronazione di spine (o Cristo deriso), tela cm 174,2×254,5, Messina Museo Regionale inv. 1327</div>
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<div dir="auto"><strong>Naturalismo caravaggesco in temi sacri, allegorici e quotidiani</strong></div>
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<div dir="auto">(13) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), attr., Allegoria della Povertà nei ricchi d’ingegno, iscrizione: «ingenii opes sine opibus inopes», tela cm 160×108, Palermo Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis inv. 836</div>
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<div dir="auto">(14) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), Cristo Crocifisso e la Maddalena, tela cm. 258×205, Messina Museo Regionale inv. 1173</div>
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<div dir="auto">(15) Alonzo Rodriguez (Messina 1578-1648), Commiato dei Santi Pietro e Paolo prima del martirio, tela cm 261×191, Messina Museo Regionale inv. 995</div>
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<div dir="auto">Orfeo incantatore e la parabola del Buon samaritano tra riflessi caravaggeschi e paesaggio fiammingo</div>
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<div dir="auto">(16) Pietro D’Asaro (Racalmuto, Agrigento, 1579-1647), Orfeo incanta gli animali con la musica, tela cm 184×270, Palermo Palazzo Alliata di Villafranca, Arcidiocesi di Palermo</div>
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<div dir="auto">(17) Pietro D’Asaro (Racalmuto, Agrigento, 1579-1647), Lapidazione di Santo Stefano, firmato in basso a destra : “MONOCULo RACALMUTENSIS P”; iscrizione dalla bocca del santo: “DÑE NE STATUAS ILLIS HOC PECCATUM”, tela cm 53,5×71, Palermo Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis inv. 618</div>
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<div dir="auto">(18) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), attr., Scena dalla parabola del buon samaritano. Incontro tra il viandante ferito e il sacerdote, tela cm 155×205, Catania Museo Civico di Castello Ursino inv. 8110</div>
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<div dir="auto">(19) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), attr., Scena dalla parabola del buon samaritano. Il samaritano cura le ferite del viandante, tela cm 155×207, Catania Museo Civico di Castello Ursino inv. 8111</div>
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<div dir="auto"><strong>Scene di strada o allegorie dei Cinque Sensi</strong></div>
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<div dir="auto">(20) Jan Van Houbracken (Anversa 1600 – post 1674), attr., Il Gusto, tela cm 134×100 Caccamo, (Palermo), chiesa madre, Arcidiocesi di Palermo</div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">(21) Jan Van Houbracken (Anversa 1600 – post 1674), attr., Il Tatto, tela cm 137×95.5, Caccamo, (Palermo), chiesa madre, Arcidiocesi di Palermo</div>
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<div dir="auto">(22) Ignoto pittore fiammingo-genovese?, Giovane venditore con canestro di fichi, tela 122,5×95,5 (con cornice), Palermo Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis inv. 425</div>
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<div dir="auto">(23) Ignoto pittore di nature morte (Ettore Van Houbracken?), Natura morta con frutta, ortaggi e mele cotogne, olio su rame cm 20×31,5, Messina Museo Regionale inv. 4400</div>
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<div dir="auto"><strong>Tra il 1621 e il 1622, a Palermo</strong></div>
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<div dir="auto">(24) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), Presentazione al tempio, tela cm. 98×125, Messina Museo Regionale inv. 1211</div>
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<div dir="auto">(25) Pietro Alvino (Palermo 1590 ca.- 1626), Elemosina di San Carlo Borromeo (1622), tela cm 258×194, Palermo Museo Diocesano, Arcidiocesi di Palermo</div>
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<div dir="auto">(26) Pietro D’Asaro (Racalmuto, Agrigento, 1579-1647), Ultima Cena (1621), firmato in basso: “MONOCULOS RACALMYTENSIS P. MDCXXI”, tela cm 205×310, Palermo Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis inv. 155</div>
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<div dir="auto">(27) Alonzo Rodriguez (Messina 1578-1648) e bottega, Ultima cena, tela cm.202x 308, Messina Museo Regionale inv. 992</div>
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<div dir="auto">(28) Alonzo Rodriguez (Messina 1578-1648), San Carlo Borromeo intercede per la fine della peste di Milano, tela cm. 300×200, Messina Museo Regionale inv. 993</div>
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<div dir="auto">Giovan Simone Comandè «fiume perenne della pittura»</div>
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<div dir="auto">(29) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), attr., San Matteo e l’angelo, tavola cm 170×92, Messina Museo Regionale inv. 1128</div>
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<div dir="auto">(30) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), attr., Madonna col Bambino e devoti, tavola cm 151×100, Messina Museo Regionale inv. 1129</div>
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<div dir="auto">(31) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), Sant’Antonio da Padova con Gesù Bambino, tela cm 120×220, Messina, chiesa di Gesù e Maria del Buonviaggio al Ringo, Arcidiocesi di Messina</div>
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<div dir="auto">(32) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), Santa Caterina d’Alessandria (firmata e datata 1623), tela cm 100×78, Messina Museo Regionale,inv. 5055</div>
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<div dir="auto">(33) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), Madonna della Vittoria con San Nicola e Santa Caterina d’Alessandria (datato 1635), tela cm 250×195, Messina, chiesa dello Spirito Santo, Arcidiocesi di Messina</div>
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<div dir="auto">(34) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), Pesca Miracolosa, tela cm 330×232, Messina Museo Regionale inv. 1063</div>
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<div dir="auto">(35) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), attr., Ultima cena, tela cm 115×180, Messina Museo Regionale inv. 2026</div>
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<div dir="auto">(36) Giovan Simone Comandè (Messina 1558/1588-post 1635), attr., Sant’Antonio Abbate, tela cm 123×208, Messina Museo Regionale inv. 1200</div>
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<div dir="auto"><strong>Una nuova alba del colore tra naturalismo, classicismo e barocco: dal 1630 al 1640 circa</strong></div>
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<div dir="auto">(37) Alonzo Rodriguez (Messina 1578-1648), attr. Incoronazione della Vergine, ardesia cm 171×130, Messina Museo Regionale inv. 1359</div>
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<div dir="auto">(38) Alonzo Rodriguez (Messina 1578-1648) (e bottega?), Madonna della Vittoria, iscrizione: «ARCEM DIVA TENES PETRUS PAULUSQUE TUENTUR / INVISUM TRACEM QUID TUA ZANCLA TIMET?», tela cm. 205×283, Messina Museo Regionale inv. 4704</div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">(39) Alonzo Rodriguez (Messina 1578-1648) (e collaboratore?), Trinità con la Madonna, San Gregorio e le Anime Purganti, tela cm 350×225 (con cornice), Messina, San Pier Niceto, chiesa madre di San Pietro Apostolo, Arcidiocesi di Messina</div>
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<div dir="auto">(40) Mattia Stomer (Amersfoort 1600 circa- post 1650), Muzio Scevola, tela cm 137×197, Messina Museo Regionale inv. 1082</div>
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<div dir="auto">(41) Ignoto sec. XVII, San Paolo (copia da Jusepe de Ribera), tela cm. 120×95, Messina Museo Regionale inv. 1258</div>
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<div dir="auto">(42) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), Immacolata Concezione, tela cm 212×330, Messina Museo Regionale di Messina inv. 1217</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">(43) Mario Minniti (Siracusa 1577-1640), San Domenico di Silos libera gli schiavi, iscrizioni: «S. DOMINGO DE SILOS» (in basso a sinistra); «MINNITI…» (in basso al centro),tela cm 236×183, Monreale, Palermo, abbazia di San Martino delle Scale, Arcidiocesi di Palermo, Patrimonio del Fondo Edifici di Culto (FEC) – Ministero dell’Interno</div>
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<div dir="auto">(44) Giovan Battista Quagliata (Messina 1603 ca.-1673), Messa di San Gregorio (firmata e datata 1639), iscrizione «I: BPTA QUAGLIATA F.bat 1639», tela cm 380×476, Messina Museo Regionale inv. 4695</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">(45) Antonino Barbalonga Alberti (Messina 1603-1646) e aiuti, Conversione di San Paolo, tela cm 270×332, Messina Museo Regionale inv. 1156</div>
</div>
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<div dir="auto">(46) Nunzio Rossi (Napoli 1626 circa – Sicilia post 1650), attr., Conversione di San Paolo, tela su tavola cm. 264×202, Messina Museo Regionale (in deposito da collezione privata)</div>
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<div dir="auto">Tangenze con Fiandre, Genova, Napoli e Malta in alcuni casi studio</div>
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<div dir="auto">(47) Domenico Fiasella detto il Sarzana (Sarzana 1589-Genova 1669)?, Santo Stefano risana gli infermi, tela cm 167×243, Palermo Museo Diocesano, Arcidiocesi di Palermo</div>
</div>
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<div dir="auto">(48) Cerchia di Domenico Fiasella detto il Sarzana (Sarzana 1589-Genova 1669) e Giacomo Liegi (o Legi? Liegi 1605?-Milano 1640-45?)?, Scena pastorale, tela cm 129,5×154, Palermo Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis (in deposito a Palazzo Steri)</div>
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<div dir="auto">(49) Cerchia di Alonzo Rodriguez, Martirio di Sant’Orsola, tela cm 112×134 (con cornice), collezione privata</div>
</div>
<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">(50) Cerchia di Alonzo Rodriguez, I Santi Pietro e Paolo, tela cm 300×200, Messina, Santa Lucia del Mela, concattedrale di Santa Maria Assunta, Arcidiocesi di Messina</div>
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<div dir="auto">(51) Ignoto pittore meridionale, Adorazione dei pastori, Messina, Fiumedinisi, chiesa di San Pietro, Arcidiocesi di Messina</div>
</div>
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<div dir="auto">(52) Ignoto pittore meridionale, Decollazione del Battista, tela cm 218×178, Palermo Museo Diocesano, Arcidiocesi di Palermo</div>
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		<title>&#8220;Caravaggio e il suo tempo&#8221; &#8211; Mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Jul 2023 11:30:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[La Mostra &#8220;Caravaggio e il suo tempo&#8221; sbarca a Mesagne Dal 16 luglio 2023 e sino all’8 dicembre, nel Castello Normanno Svevo di Mesagne si svolgerà un evento di caratura internazionale: la Mostra “Caravaggio e il suo tempo – Tra naturalismo e classicismo”. La mostra, curata dal professore Pierluigi Carofano in collaborazione con la prof.ssa Tamara Cini, si avvale del supporto di un comitato scientifico di riferimento, con circa 35 opere tra cui: &#8211; Caravaggio (attr.), Fanciullo morso della lucertola. [&#8230;]]]></description>
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<div dir="auto">La Mostra &#8220;Caravaggio e il suo tempo&#8221; sbarca a Mesagne</div>
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<div dir="auto">Dal 16 luglio 2023 e sino all’8 dicembre, nel Castello Normanno Svevo di Mesagne si svolgerà un evento di caratura internazionale: la Mostra “Caravaggio e il suo tempo – Tra naturalismo e classicismo”.</div>
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<div dir="auto"><img decoding="async" data-attachment-id="1834" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/caravaggio-e-il-suo-tempo-mostra/caravaggio-00/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?fit=983%2C1310&amp;ssl=1" data-orig-size="983,1310" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="caravaggio 00" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?fit=225%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?fit=768%2C1024&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1834 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?resize=225%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="225" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?resize=225%2C300&amp;ssl=1 225w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?resize=768%2C1023&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?resize=770%2C1026&amp;ssl=1 770w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-00.jpg?w=983&amp;ssl=1 983w" sizes="(max-width: 225px) 100vw, 225px" data-recalc-dims="1" /></div>
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<div dir="auto">La mostra, curata dal professore Pierluigi Carofano in collaborazione con la prof.ssa Tamara Cini, si avvale del supporto di un comitato scientifico di riferimento, con circa 35 opere tra cui:</div>
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<div dir="auto" style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1837" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/caravaggio-e-il-suo-tempo-mostra/caravaggio-mostra-mesagne/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-mostra-mesagne.jpg?fit=720%2C1228&amp;ssl=1" data-orig-size="720,1228" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="caravaggio mostra mesagne" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-mostra-mesagne.jpg?fit=176%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-mostra-mesagne.jpg?fit=600%2C1024&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1837" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-mostra-mesagne.jpg?resize=176%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="176" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-mostra-mesagne.jpg?resize=176%2C300&amp;ssl=1 176w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-mostra-mesagne.jpg?resize=600%2C1024&amp;ssl=1 600w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-mostra-mesagne.jpg?w=720&amp;ssl=1 720w" sizes="(max-width: 176px) 100vw, 176px" data-recalc-dims="1" /></div>
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<div dir="auto">&#8211; Caravaggio (attr.), Fanciullo morso della lucertola.</div>
<div dir="auto">&#8211; Caravaggio, Giovane con vaso di rose.</div>
<div dir="auto"></div>
<div dir="auto">&#8211; Simone Peterzano, Annunciazione.</div>
<div dir="auto">&#8211; Antonio Campi, San Gerolamo.</div>
<div dir="auto">&#8211; Camillo Procaccini, Tentazioni di sant’Antonio abate.</div>
<div dir="auto">&#8211; Ludovico Carracci, Conversione di Saulo.</div>
<div dir="auto">&#8211; Annibale Carracci, Teste di vecchio.</div>
<div dir="auto">&#8211; Annibale Carracci, Sacra Famiglia con San Giovannino</div>
<div dir="auto">&#8211; Antiveduto Gramatica, Santa Cecilia</div>
<div dir="auto">&#8211; Mattia Preti, Maddalena Penitente</div>
<div dir="auto">&#8211; Rutilio Manetti, Il tempo strappa le ali a Cupido.</div>
<div dir="auto">&#8211; Orazio Lomi Gentileschi, Madonna con Bambino</div>
<div dir="auto">&#8211; Guido Reni, Studio di testa.</div>
<div dir="auto">&#8211; Carlo Saraceni, San Carlo Borromeo.</div>
<div dir="auto">&#8211; Artemisia Lomi Gentileschi, Maddalena penitente.</div>
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<div dir="auto" style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1835" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/caravaggio-e-il-suo-tempo-mostra/caravaggio-01/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-01.jpg?fit=720%2C540&amp;ssl=1" data-orig-size="720,540" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="caravaggio 01" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-01.jpg?fit=300%2C225&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-01.jpg?fit=720%2C540&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1835" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-01.jpg?resize=300%2C225&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="225" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-01.jpg?resize=300%2C225&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-01.jpg?w=720&amp;ssl=1 720w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></div>
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<div dir="auto">Caravaggio, erede della tradizione cinquecentesca, aprì una nuova via all’arte. Il tema della sua pittura è il problema esistenziale dell’uomo, il suo dramma nella ricerca della verità mai passivamente accettata.</div>
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<div dir="auto">La sua vita, affrontata con un forte senso di ribellione verso la società, lo portò a porsi contro la legge emarginato come individuo ma suscitando, negli ambienti artistici, un forte interesse verso la portata rivoluzionaria delle sue opere.</div>
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<div dir="auto">Lo storico dell’arte Vittorio Sgarbi, che ha dedicato molte opere divulgative all’artista lombardo, nell’introduzione del suo libro Il punto di vista del cavallo: Caravaggio (2014, Bompiani editore) afferma che Caravaggio è grande “Perché si stenta a credere che le sue idee siano state concepite quattro secoli fa. Tutto, nei suoi dipinti, dalla luce al taglio della composizione, fa pensare a un’arte che riconosciamo, a un calco di sensibilità ed esperienze che non sono quelle del Seicento ma quelle di ogni secolo in cui sia stato presente e centrale l’uomo; la si può chiamare pittura della realtà, e a questo deve la sua incessante attualità”. Dunque, trovarsi dinnanzi a un quadro di Caravaggio, equivale a immergersi nella realtà, perché l’artista intendeva riprodurla in maniera del tutto mimetica, come mai nessuno prima di lui aveva fatto.</div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">In certa misura, Caravaggio anticipa la fotografia, nata nell’Ottocento ma prefigurata da Michelangelo Merisi già ai primi del Seicento, “rifiutando”, sottolinea Sgarbi, “di rappresentare la realtà quale dovrebbe essere, come proiezione di sentimenti, di un Bene e di un Male intesi come valori simbolici. Caravaggio osserva e riproduce la realtà esattamente com’è, esattamente come la vediamo in una buona fotografia. Di più: non è fotografia nell’accezione di ritratto posato, è fotografia alla ricerca di una realtà che ci coglie come di sorpresa, dell’attimo decisivo cui fa riferimento un grande fotografo come Henri Cartier-Bresson: fotografia come attesa e cattura del momento in cui la realtà si sta determinando”.</div>
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<div class="x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs xtlvy1s x126k92a">
<div dir="auto">“Non poteva esserci modo migliore per celebrare Mesagne ‘Capitale Cultura di Puglia 2023’: una mostra importante su ‘Caravaggio e il suo tempo’ che metterà al centro dell’offerta artistico-culturale pugliese 2023 la nostra Capitale dal 16 luglio sino alla fine dell’anno. Un’operazione culturale che prosegue la collaborazione virtuosa tra Pubblico e Privato, irrobustisce la proiezione internazionale di Mesagne e della Puglia, diversifica il prodotto e l’offerta turistico-culturale della nostra Regione”, aggiunge Aldo Patruno, Direttore Generale Dipartimento Turismo, Economia della Cultura, Valorizzazione del Territorio Regione Puglia.</div>
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<div dir="auto">“La mostra che presentiamo oggi “Caravaggio e il suo tempo – Tra naturalismo e classicismo”. rappresenta una grande opportunità per la provincia di Brindisi e per tutta la nostra regione. Quella di Mesagne è una storia che deve essere conosciuta anche all’estero, perché testimonia come il rilancio di una città passi per le politiche culturali. Non a caso dopo la candidatura a capitale italiana della Cultura, a Mesagne è stato conferito il titolo di capitale della Cultura di Puglia 2023, per portare avanti tutte le iniziative previste dal progetto. La mostra nasce dal lavoro in sinergia tra pubblico e privato. In un momento storico come quello che stiamo vivendo, dove le risorse pubbliche sono sempre meno, diventa necessario potenziare la collaborazione per realizzare eventi come questo, di portata internazionale”, conclude Grazie Di Bari, Consigliera Delegata alla Cultura Regione Puglia.</div>
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<div dir="auto" style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1841" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/caravaggio-e-il-suo-tempo-mostra/caravaggio-info/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-info.jpg?fit=509%2C720&amp;ssl=1" data-orig-size="509,720" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="caravaggio info" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-info.jpg?fit=212%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-info.jpg?fit=509%2C720&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1841" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-info.jpg?resize=212%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="212" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-info.jpg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/caravaggio-info.jpg?w=509&amp;ssl=1 509w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" data-recalc-dims="1" /></div>
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		<title>La Bottega di Leonardo &#8211; La Vergine delle Rocce &#8221; &#8211; Mostra</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 07 Jul 2023 11:14:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[La Bottega di Leonardo, mostra nella Valle dei templi S&#8217;inaugura il 31 luglio nella villa Aurea AGRIGENTO, 27 luglio 2023 &#160; Il 31 luglio s&#8217;inaugura nella Valle dei Templi ad Agrigento, la mostra &#8220;La Bottega di Leonardo &#8211; La Vergine delle Rocce &#8221; dove sarà esposta &#8220;Vergine Cheramy&#8221;, versione di alta qualità de &#8220;La Vergine delle Rocce&#8221; di Leonardo, proveniente da una collezione privata e gentilmente concessa per l&#8217;occasione: le altre due versioni sono esposte in modo permanente nel Musée [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u" dir="auto">La Bottega di Leonardo, mostra nella Valle dei templi</span></p>
<p style="text-align: center;">S&#8217;inaugura il 31 luglio nella villa Aurea</p>
<p style="text-align: center;">AGRIGENTO, 27 luglio 2023</p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1821" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/la-bottega-di-leonardo-la-vergine-delle-rocce-mostra/la-vergine/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/LA-VERGINE.jpg?fit=526%2C716&amp;ssl=1" data-orig-size="526,716" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="LA VERGINE" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/LA-VERGINE.jpg?fit=220%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/LA-VERGINE.jpg?fit=526%2C716&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1821" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/LA-VERGINE.jpg?resize=220%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="220" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/LA-VERGINE.jpg?resize=220%2C300&amp;ssl=1 220w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/LA-VERGINE.jpg?resize=360%2C490&amp;ssl=1 360w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/LA-VERGINE.jpg?w=526&amp;ssl=1 526w" sizes="(max-width: 220px) 100vw, 220px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p style="text-align: left;"><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u" dir="auto"><br />
Il 31 luglio s&#8217;inaugura nella Valle dei Templi ad Agrigento, la mostra &#8220;La Bottega di Leonardo &#8211; La Vergine delle Rocce &#8221; dove sarà esposta &#8220;Vergine Cheramy&#8221;, versione di alta qualità de &#8220;La Vergine delle Rocce&#8221; di Leonardo, proveniente da una collezione privata e gentilmente concessa per l&#8217;occasione: le altre due versioni sono esposte in modo permanente nel Musée du Louvre di Parigi e alla National Gallery di Londra.</span></p>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1823" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/la-bottega-di-leonardo-la-vergine-delle-rocce-mostra/vergine-ok/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/VERGINE-OK.jpg?fit=512%2C720&amp;ssl=1" data-orig-size="512,720" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="VERGINE OK" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/VERGINE-OK.jpg?fit=213%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/VERGINE-OK.jpg?fit=512%2C720&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1823" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/VERGINE-OK.jpg?resize=213%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="213" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/VERGINE-OK.jpg?resize=213%2C300&amp;ssl=1 213w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/07/VERGINE-OK.jpg?w=512&amp;ssl=1 512w" sizes="(max-width: 213px) 100vw, 213px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Saranno esposti anche dieci importanti dipinti dei famosi allievi della Bottega leonardesca, che consentiranno di riscoprire l&#8217;ambiente e i linguaggi espressivi di Leonardo, le influenze dall&#8217;ultimo quarto del &#8216;400 fino la prima metà del &#8216;500.</p>
<p>La mostra, curata da Vittorio Sgarbi e Nicola Barbatelli, è allestita nella Villa Aurea, situata nel Parco Valle dei Templi.</p>
<p>Non è un caso &#8211; dicono gli organizzatori &#8211; che proprio la città di Agrigento, abbia scelto di ospitare questa irripetibile mostra, quale evento inaugurale del programma di avvicinamento ad Agrigento capitale della Cultura 2025</p>
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		<title>IL BAROCCO E&#8217; NOTO</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 05 Jul 2023 16:56:59 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[Il barocco suscita estasi e rapimento coinvolgendo in un gioco di eccessi, movimento, teatralità e colore. Dopo il rigore che segue il Concilio di Trento (1563) la Chiesa Cattolica trionfa sull’eresia protestante e le immagini religiose ascendono al cielo in un tripudio dei sensi. Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini sono i principali protagonisti di una rivoluzione del gusto che segna un’epoca definita “Età barocca” e che tocca il suo apice tra il 1630 ed il 1670. [&#8230;]]]></description>
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<p class="brz-css-oajdl" data-uniq-id="bhwtj" data-generated-css="brz-css-eauow">Il barocco suscita estasi e rapimento coinvolgendo in un gioco di eccessi, movimento, teatralità e colore. Dopo il rigore che segue il Concilio di Trento (1563) la Chiesa Cattolica trionfa sull’eresia protestante e le immagini religiose ascendono al cielo in un tripudio dei sensi. Pietro da Cortona, Gian Lorenzo Bernini e Francesco Borromini sono i principali protagonisti di una rivoluzione del gusto che segna un’epoca definita “Età barocca” e che tocca il suo apice tra il 1630 ed il 1670. In questo giro di anni l’architettura, la pittura, la scultura e le arti applicate, ma anche l’urbanistica e l’arte dei giardini subiscono una rapida trasformazione delle forme in un gioco continuo di pieni e di vuoti, di linee spezzate e continue capaci di rimandare idealmente alla figura retorica della metafora. Questa mostra, che vuole celebrare l’identità architettonica e urbanistica della città di Noto, è un viaggio nel la pittura barocca a partire dal suo esordio.</p>
<p style="text-align: center;" data-generated-css="brz-css-smonb" data-uniq-id="ikxga"><img decoding="async" data-attachment-id="1775" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/il-barocco-e-noto/noto/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/noto.jpg?fit=457%2C305&amp;ssl=1" data-orig-size="457,305" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="noto" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/noto.jpg?fit=300%2C200&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/noto.jpg?fit=457%2C305&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1775" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/noto.jpg?resize=300%2C200&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="200" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/noto.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/noto.jpg?resize=360%2C240&amp;ssl=1 360w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/noto.jpg?w=457&amp;ssl=1 457w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></p>
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<p class="brz-css-unpja" data-generated-css="brz-css-smonb" data-uniq-id="ikxga"><strong>CARAVAGGIO, PIETER PAUL RUBENS, JUSEPE DE RIBERA, GUIDO RENI, VAN DYCK, MATTIA PRETI, GUERCINO, LUCA GIORDANO, PIETRO DA CORTONA, BERNARDO STROZZI, CARLO DOLCI, GASPAR DUGHET E TANTI ALTRI GRANDI ARTISTI DEL BAROCCO</strong></p>
<p style="text-align: center;" data-generated-css="brz-css-smonb" data-uniq-id="ikxga"><strong><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto">Prodotta e organizzata da Mediatica</span></strong></p>
<p><img decoding="async" data-attachment-id="1769" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/il-barocco-e-noto/barocco-a-noto/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?fit=960%2C422&amp;ssl=1" data-orig-size="960,422" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="BAROCCO A NOTO" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?fit=300%2C132&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?fit=960%2C422&amp;ssl=1" class="size-medium wp-image-1769 aligncenter" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?resize=300%2C132&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="132" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?resize=300%2C132&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?resize=768%2C338&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?resize=770%2C338&amp;ssl=1 770w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/BAROCCO-A-NOTO.jpg?w=960&amp;ssl=1 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p style="text-align: center;" data-generated-css="brz-css-smonb" data-uniq-id="ikxga"><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto"><strong>L’arte a 360 gradi in un percorso che si articola lungo 3 Esposizioni e 1 solo biglietto.</strong> </span></p>
<p style="text-align: center;" data-generated-css="brz-css-smonb" data-uniq-id="ikxga"><strong><span class="x193iq5w xeuugli x13faqbe x1vvkbs x1xmvt09 x1lliihq x1s928wv xhkezso x1gmr53x x1cpjm7i x1fgarty x1943h6x xudqn12 x3x7a5m x6prxxf xvq8zen xo1l8bm xzsf02u x1yc453h" dir="auto">Le tre mostre: “Il Barocco è Noto , “Terra e Cielo “ e “Pop Garden”</span></strong></p>
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<p>La capitale barocca della Sicilia inaugura il 7 aprile 2023 <strong>A Great Exhibition in Sicily</strong>, un grande contenitore che omaggia l’arte antica e contemporanea. Tre esposizioni ed un solo biglietto per immergersi in un viaggio che attraversa l’arte barocca fino ad arrivare ad una coinvolgente installazione multimediale.</p>
<p>L’evento, organizzato da <strong>Mediatica</strong> e patrocinato dal Comune di Noto Assessorato alla Cultura, celebra dunque l’arte a 360° in un percorso che si articola lungo tre mostre: “Il Barocco è Noto”, “Terra e Cielo” e “Pop Garden”. Noto, capitale del Barocco e patrimonio Unesco che ha celebrato da poco il ventennale dell’iscrizione nelle World Heritage List delle città tardo barocche del Val di Noto continua a disegnare la sua visione nitida di città d’arte.</p>
<p>&nbsp;</p>
<figure id="attachment_872351" class="wp-caption alignleft" aria-describedby="caption-attachment-872351"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-872351" src="https://i0.wp.com/bebeez.it/wp-content/uploads/2023/03/Ribera-e1680191528722-232x300.jpg?resize=232%2C300&#038;ssl=1" sizes="(max-width: 232px) 100vw, 232px" srcset="https://i0.wp.com/bebeez.it/wp-content/uploads/2023/03/Ribera-e1680191528722-232x300.jpg?resize=232%2C300&#038;ssl=1 232w, https://bebeez.it/wp-content/uploads/2023/03/Ribera-e1680191528722.jpg 309w" alt="" width="232" height="300" data-pin-no-hover="true" data-recalc-dims="1" /><figcaption id="caption-attachment-872351" class="wp-caption-text">Il Barocco è Noto – Ribera</figcaption></figure>
<p>“Il Barocco è Noto” Inedita per la Sicilia la mostra ripercorre la nascita della pittura barocca e il suo sviluppo attraverso una selezione di dipinti che radunano alcuni tra i più grandi artisti di quell’epoca, ma anche opere provenienti da collezioni private che regalano nuove scoperte. Un viaggio tra pittura sacra e pittura profana, nature morte e ritratti con le pennellate di Caravaggio, Guido Reni, Rubens, Jusepe de Ribera, Antoon van Dyck, Luca Giordano, Pietro da Cortona, Mattia Preti e tanti altri capolavori che fanno immergere totalmente il visitatore nel mondo della pittura barocca. Gli stucchi, i fregi, le imponenti e dolci architetture disseminate sul territorio avevano necessità di una lettura che esondasse anche nell’arte proponendo la pittura nella sua massima espressione in ambienti diversi” afferma il produttore, <strong>Gianni Filippini</strong>. L’esposizione è curata dal Prof. <strong>Pierluigi Carofano</strong> e da un autorevole Comitato Scientifico.</p>
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		<title>Luca Giordano. Maestro barocco a Firenze</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 03 Jul 2023 17:15:14 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[Palazzo Medici Riccardi Il primo palazzo dei Medici, dove vissero Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico e lavorarono artisti come Donatello, Michelangelo, Paolo Uccello, Benozzo Gozzoli e Botticelli. La casa del Rinascimento. Dove tutto ebbe inizio. &#160; Dal 30 marzo al 5 settembre 2023 Palazzo Medici Riccardi ospiterà la mostra Luca Giordano. Maestro barocco a Firenze curata da Riccardo Lattuada, Giuseppe Scavizzi e Valentina Zucchi. Luca Giordano (1634-1705), fra gli artisti più virtuosi e prolifici del Barocco italiano, lascia [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="project_content">
<div class="cmsmasters_project_content entry-content">
<h4 style="text-align: center;">Palazzo Medici Riccardi</h4>
<h5 class="cmsmasters_heading" style="text-align: center;">Il primo palazzo dei Medici,</h5>
<h5 class="cmsmasters_heading" style="text-align: center;">dove vissero Cosimo il Vecchio e Lorenzo il Magnifico e lavorarono artisti come</h5>
<h5 class="cmsmasters_heading" style="text-align: center;">Donatello, Michelangelo, Paolo Uccello, Benozzo Gozzoli e Botticelli.</h5>
<h5 class="cmsmasters_heading" style="text-align: center;">La casa del Rinascimento. Dove tutto ebbe inizio.</h5>
<p>&nbsp;</p>
<h4><strong>Dal 30 marzo al 5 settembre 2023</strong> Palazzo Medici Riccardi ospiterà la mostra <em><strong>Luca Giordano. Maestro barocco a Firenze</strong></em> curata da Riccardo Lattuada, Giuseppe Scavizzi e Valentina Zucchi.</h4>
<p style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1785" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/luca-giordano-maestro-barocco-a-firenze/luca-giordano_atlanta_ed_ippomene-_low-1160x816/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?fit=1160%2C816&amp;ssl=1" data-orig-size="1160,816" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;14&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;Giulio Archina&#039;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;NIKON D800E&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;1674822976&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;giulioarhina@gmail.com&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;60&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;100&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0.1&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;1&quot;}" data-image-title="Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160&#215;816" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?fit=300%2C211&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?fit=1024%2C720&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1785" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?resize=300%2C211&#038;ssl=1" alt="" width="300" height="211" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?resize=300%2C211&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?resize=1024%2C720&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?resize=768%2C540&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?resize=770%2C542&amp;ssl=1 770w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/04/Luca-Giordano_Atlanta_ed_Ippomene-_low-1160x816-1.jpg?w=1160&amp;ssl=1 1160w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" data-recalc-dims="1" /></p>
<p>Luca Giordano (1634-1705), fra gli artisti più virtuosi e prolifici del Barocco italiano, lascia a Firenze, all’interno di <strong>Palazzo Medici Riccardi</strong>, splendide testimonianze del suo operato. Si tratta delle due volte dipinte per la Galleria degli Specchi e per la Biblioteca Riccardiana, prima grande residenza dei Medici acquisita alla metà del Seicento dalla famiglia Riccardi, che la arricchisce secondo il gusto decorativo dell’epoca. La mostra, organizzata da <strong>Città Metropolitana di Firenze</strong> e <strong>Mus.e</strong> con il sostegno di <strong>Business Strategies</strong>, intende riservare al pittore napoletano e al suo legame con il palazzo e con la città di Firenze un’attenzione speciale.</p>
<p>Il percorso espositivo è centrato sul rapporto intercorso, attorno agli anni Ottanta del Seicento, fra il pittore napoletano e le grandi famiglie fiorentine, pronte ad accogliere le novità della sua pittura e a investirlo di importanti esecuzioni. Fra queste – oltre ai granduchi medicei – si ricordano le famiglie Del Rosso, Corsini, Sanminiati, Andreini, Martelli e Riccardi, a cui il pittore lascerà in consegna importanti capolavori su tela e a fresco destinati a segnare la storia del Barocco in città.</p>
<p>In mostra una selezione di circa <strong>50 opere</strong> alcune delle quali mai viste a Firenze prima d’ora, profondamente connesse agli affreschi delle due volte<strong>.</strong> Fra queste spiccano la serie di <strong>dieci bozzetti della Galleria degli Specchi</strong>, risalenti alla collezione Mahon e oggi di proprietà della<strong> National Gallery di Londra</strong>, che per l’occasione saranno messi in dialogo diretto con la volta. E ancora, le <em>Virtù</em> distribuite in varie <strong>collezioni private europee</strong> e poi quadri provenienti da prestigiosi musei italiani come le <strong>Gallerie degli Uffizi</strong>, il <strong>Museo dell’Opera del Duomo di Siena</strong>, il <strong>Museo Stibbert di Firenze </strong>e il <strong>Museo di Palazzo Mansi a Lucca</strong> oltre ad opere provenienti da <strong>collezioni private italiane</strong> e <strong>americane</strong>. A queste faranno da controcanto i <strong>documenti riferiti alla committenza riccardiana</strong>, alla definizione dell’invenzione e all’esecuzione dei dipinti, custoditi presso le biblioteche e gli archivi cittadini. Il percorso espositivo indagherà ulteriori aspetti della committenza e dell’attività fiorentina di Luca Giordano, valorizzando in particolare le opere più vicine per soggetto, più originali per tecnica e più significative nell’excursus del pittore, tessendo un racconto fortemente suggestivo.</p>
<p>In occasione della mostra saranno organizzate <strong>visite guidate</strong> e <strong>attività per le famiglie</strong> e per<strong> le scuole</strong>.</p>
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<h3 class="cmsmasters_project_title entry-title" style="text-align: center;">Luca Giordano. Maestro barocco a Firenze</h3>
</header>
<div class="cmsmasters_project_content entry-content">
<p style="text-align: center;">Dal 30 marzo al 5 settembre 2023</p>
<p style="text-align: center;">Palazzo Medici Riccardi ospiterà la mostra Luca Giordano. Maestro barocco a Firenze</p>
</div>
</div>
<h4><strong>Per informazioni e prenotazioni:</strong><br />
Palazzo Medici Riccardi<br />
Tel. +39 055-276 0552<br />
<a href="mailto:info@palazzomediciriccardi.it">info@palazzomediciriccardi.it</a></h4>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Napoli per passione. Capolavori della collezione De Vito</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Artemisia Gentileschi]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jul 2023 11:20:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Mostre]]></category>
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					<description><![CDATA[Dal 15 luglio al 29 ottobre il Museo Granet veste i suoi cimais di colori italiani. In questo modo potrai scoprire più di 60 capolavori della pittura napoletana del XVII secolo, tra cui 40 dipinti della favolosa collezione raccolta dall&#8217;ingegnere e storico dell&#8217;arte Giuseppe De Vito (1924 &#8211; 2015). In partnership con la Réunion des musées nationaux &#8211; Grand Palais, il museo Magnin di Dijon, e con la collaborazione della Fondazione De Vito, il museo Granet presenta dal 15 luglio [&#8230;]]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r x1vvkbs x126k92a">
<div dir="auto">Dal 15 luglio al 29 ottobre il Museo Granet veste i suoi cimais di colori italiani. In questo modo potrai scoprire più di 60 capolavori della pittura napoletana del XVII secolo, tra cui 40 dipinti della favolosa collezione raccolta dall&#8217;ingegnere e storico dell&#8217;arte Giuseppe De Vito (1924 &#8211; 2015).</div>
</div>
<div dir="auto">
<p>In partnership con la Réunion des musées nationaux &#8211; Grand Palais, il museo Magnin di Dijon, e con la collaborazione della Fondazione De Vito, il museo Granet presenta dal 15 luglio al 29 ottobre 2023 la mostra Napoli per passione, capolavori opera della Collezione De Vito.</p>
<p>Questo nucleo di dipinti napoletani del Seicento è uno dei più prestigiosi al mondo sia per la ricchezza del suo contenuto che per la qualità delle opere che Giuseppe De Vito (1924 &#8211; 2015) raccolse nel corso della sua vita, divenendo uno dei maggiori specialisti dell&#8217;arte napoletana del Seicento. La quasi totalità di questa collezione sarà così presentata al pubblico su 700 m 2 , vale a dire una quarantina di dipinti, nelle sale espositive temporanee del museo Granet.</p>
<p>Fedele alla sua tradizione di esporre prestigiose collezioni private &#8211; e spesso sconosciute al grande pubblico -, il museo Granet prosegue il suo ciclo di mostre dedicate all&#8217;Italia, dopo Via Roma e Italia discreta nel 2022. Sarà anche l&#8217;occasione per il museo di presentare al pubblico una selezione dei propri capolavori della pittura napoletana presenti nella propria collezione.</p>
<p>Questa mostra ci permetterà di (ri)scoprire l&#8217;effervescenza artistica emersa a Napoli nel XVII secolo a seguito di Caravaggio e sotto le varie influenze che hanno permeato in modo permanente il modo di dipingere di molti artisti presenti in mostra, tra naturalismo, classicismo e barocco. È anche l&#8217;occasione per incontrare un uomo appassionato, conosciuto in tutto il mondo per la sua erudizione e il suo “occhio”, introdotto nella prima sezione: Giuseppe De Vito, collezionista e storico dell&#8217;arte.</p>
<p>Questa mostra è presentata fino al 25 giugno 2023 al museo Magnin di Digione; è organizzato dalla Réunion des musées nationaux – Grand Palais, dal museo nazionale Magnin di Digione, dal museo Granet di Aix-en-Provence, con la collaborazione della Fondazione De Vito.</p>
</div>
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<div dir="auto"></div>
<div dir="auto" style="text-align: center;"><img decoding="async" data-attachment-id="1809" data-permalink="https://www.gentileschiartemisia.it/napoli-per-passione-capolavori-della-collezione-de-vito/naples-2/" data-orig-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?fit=1810%2C2560&amp;ssl=1" data-orig-size="1810,2560" data-comments-opened="1" data-image-meta="{&quot;aperture&quot;:&quot;0&quot;,&quot;credit&quot;:&quot;&quot;,&quot;camera&quot;:&quot;&quot;,&quot;caption&quot;:&quot;&quot;,&quot;created_timestamp&quot;:&quot;0&quot;,&quot;copyright&quot;:&quot;&quot;,&quot;focal_length&quot;:&quot;0&quot;,&quot;iso&quot;:&quot;0&quot;,&quot;shutter_speed&quot;:&quot;0&quot;,&quot;title&quot;:&quot;&quot;,&quot;orientation&quot;:&quot;0&quot;}" data-image-title="naples 2" data-image-description="" data-image-caption="" data-medium-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?fit=212%2C300&amp;ssl=1" data-large-file="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?fit=724%2C1024&amp;ssl=1" class="alignnone size-medium wp-image-1809" src="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2.jpg?resize=212%2C300&#038;ssl=1" alt="" width="212" height="300" srcset="https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?resize=724%2C1024&amp;ssl=1 724w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?resize=768%2C1086&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?resize=1086%2C1536&amp;ssl=1 1086w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?resize=1448%2C2048&amp;ssl=1 1448w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?resize=770%2C1089&amp;ssl=1 770w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?resize=1400%2C1980&amp;ssl=1 1400w, https://i0.wp.com/www.gentileschiartemisia.it/wp-content/uploads/2023/06/naples-2-scaled.jpg?w=1810&amp;ssl=1 1810w" sizes="(max-width: 212px) 100vw, 212px" data-recalc-dims="1" /></div>
<div dir="auto">
<h4>Informazione</h4>
<p>ORARI Dal 15 luglio al 29 ottobre 2023 dal martedì alla domenica dalle 10.00 alle 18.00 Chiusura settimanale il lunedì.</p>
<p>TARIFFE Intero: 8€ Ridotto: 6€ Gratuito: under 18, studenti under 26, studenti under 25</p>
</div>
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<div dir="auto">E per prepararci alla visita, ci vediamo domani 6 giugno a Marsiglia; Pamela Grimaud, curatrice del patrimonio al Granet Museum e commissario scientifico della mostra, vi parla di questo eccezionale evento, precedentemente presentato al <a class="x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1qq9wsj xo1l8bm" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/GrandPalais.RMN/?__cft__[0]=AZWQv4zwOvw8z0cNh9KF1CENMeLn9RilMJJDrkGCpRHV_YUi-8GtwC1uFugX4BDUHPEUQ41VwHUBp-5B44Z15WmcpI13KP740ETNS_Jxk81cNO_qG6nweGuOE6NYfklue-Y6KXN4ZE8rPQtiyxFbDe8oUSs0_Nn-YF1mOJuv1Ozd-DCwAYeOJqVwK4MZMYCNQKa1x8YMcmN6pZ6W4l5wYrIJ&amp;__tn__=kK-y-R"><span class="xt0psk2">Grand Palais &#8211; RMN (Officiel)</span></a> di Dijon, in partnership con il <a class="x1i10hfl xjbqb8w x6umtig x1b1mbwd xaqea5y xav7gou x9f619 x1ypdohk xt0psk2 xe8uvvx xdj266r x11i5rnm xat24cr x1mh8g0r xexx8yu x4uap5 x18d9i69 xkhd6sd x16tdsg8 x1hl2dhg xggy1nq x1a2a7pz xt0b8zv x1qq9wsj xo1l8bm" tabindex="0" role="link" href="https://www.facebook.com/musee.magnin/?__cft__[0]=AZWQv4zwOvw8z0cNh9KF1CENMeLn9RilMJJDrkGCpRHV_YUi-8GtwC1uFugX4BDUHPEUQ41VwHUBp-5B44Z15WmcpI13KP740ETNS_Jxk81cNO_qG6nweGuOE6NYfklue-Y6KXN4ZE8rPQtiyxFbDe8oUSs0_Nn-YF1mOJuv1Ozd-DCwAYeOJqVwK4MZMYCNQKa1x8YMcmN6pZ6W4l5wYrIJ&amp;__tn__=kK-y-R"><span class="xt0psk2">Musée national Magnin (site officiel)</span></a></div>
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<div dir="auto"><span class="x3nfvp2 x1j61x8r x1fcty0u xdj266r xhhsvwb xat24cr xgzva0m xxymvpz xlup9mm x1kky2od"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/t51/1/16/1f449.png" alt="👉" width="16" height="16" /></span> Conferenza: martedì 6 giugno ore 18 presso l&#8217;Istituto Culturale d&#8217;Italia, 6 rue Fernand Pauriol 13005 Marsiglia</div>
<div dir="auto">Ingresso gratuito senza prenotazione purché ci siano posti disponibili</div>
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